La mente umana, viaggia in ogni istante, dall'immaginario al reale; queste
due "entità", si sovrappongono, si scambiano i ruoli e si legano tra
loro, attraverso una fitta rete di connessioni invisibili ed inestricabili. il
lavoro di Fusco e degli operatori del centro diurno della asl rm/d di Fiumicino
è un esempio vero, pratico ed efficiente di intervento riabilitativo di qualità
che mette da una parte in risalto le problematiche del mondo della salute
mentale e contemporaneamente favorisce l'espressione della personalità degli
utenti, una maggiore autonomia relazionale, l'espressione delle emozioni, il
rapporto con gli altri e la partecipazione alla vita sociale attraverso il
cinema, con prospettive future reali per coloro che hanno disagi mentali. un
esempio sta nel aver fatto partecipare gli utenti attivamente come attori, come
operatori cinematografici, (dopo aver partecipato ad un corso
realizzato dallo stesso Fusco) , come autori e realizzatori delle musiche, come
autori di alcuni testi poetici che sono stati inseriti nel film, come
collaboratori di Fusco nelle modifiche del copione, fino alla scelta del titolo.
L'obiettivo quindi è non solo parlarne ma fare.
in una realtà diversa, lontana dai riflettori dei media e dalle cronache
giornalistiche, c'era chi, con modestia e senza superficiale divismo, un anno
prima, insegnava l'arte del cinema ad allievi speciali; più ricchi di fascino
interiore e desiderosi di apprendere, per "traslocare" i propri stati
d'animo, da un incolore pessimismo statico, verso la nascita di un pensiero
positivamente creativo.
Carlo Fusco, regista lucano, che attraverso lungometraggi dipinti a forti tinte
di realismo e narrazione fluida di stati d'animo, aveva ottenuto il plauso del
pubblico e della critica, ha voluto abbandonare per un attimo, sceneggiature
realistiche, calandosi in un mondo, sotto molti aspetti sconosciuto. presso il
c. s. m. dell'A. s. l di Fiumicino, Carlo Fusco, con il suo corso di
cinematografia, ha fatto conoscere ai pazienti del centro d'igiene mentale,
oltre agli strumenti tecnici usati per la produzione di un film, la necessità
di fare risalire in superficie, emozioni troppe volte lasciate sopire dentro se
stessi. la capacità di trasmettere le proprie esperienze di vita scrivendo le
sceneggiature come fossero un diario d'emozioni, è risultata la miglior terapia
integrativa ed i risultati di totale partecipazione, non si sono fatti
attendere.
una sceneggiatura scritta a più mani, ha fatto sì che singole persone dalle
variegate personalità, diventassero un'unica voce narrante.
il regista Carlo Fusco, non ha comunicato a nessuno il titolo originale di
questo film autoprodotto, perché. come lui stesso ha dichiarato, le riprese,
così come la sceneggiatura, saranno soggette alla "flessibilità"
artistica degli attori, che altro non sono, che gli stessi pazienti del c. s. m.
di questo nuovo film, non si può raccontare la trama; è un lungometraggio
contro l'indifferenza e la discriminazione d'esseri umani che viceversa, sono
portatori non di loro mali, ma dei nostri; di una società che è toppo veloce e
non concede tempo ai sentimenti, al dialogo e che molte volte, non sa rispondere
ai semplici quesiti di vita quotidiana e di conseguenza "isola" e non
aggrega.
grazie all'indispensabile intermediazione di annamaria de santis, agente di
franco nero, l'attore, ha accettato d'interpretare un ruolo nel film di Carlo
Fusco, senza pretendere alcun compenso. riconoscendo i contenuti del film,
socialmente utili, franco nero, ha messo a disposizione la propria arte,
dimostrando generosità e grande sensibilità.
il c. s. m di Fiumicino, oltre che di medici specialisti, necessita di personale
qualificato per l'assistenza e Carlo Fusco, durante il suo corso, ha goduto
dell'umana professionalità degli infermieri Paolo paolacci e Mauro Pennavaria
ed anche dell'incondizionato ed incoraggiante appoggio del dott. Loiodice e di
tutto lo staff.
la "roccia spezzata" (titolo provvisorio del film) , produzione
"b & f corporation and passion film", per i costumi si avvale
dell'esperienza di Anna donati.
avere il coraggio di affrontare delle problematiche sociali così forti e la
capacità di creare un cast realmente unico ed estremamente motivato, fanno del
regista Carlo Fusco, un "sarto" instancabile, capace di cucire, anche
gli strappi di una società troppo distratta.
La mente umana, viaggia in ogni istante, dall'immaginario al reale; queste
due "entità", si sovrappongono, si scambiano i ruoli e si legano tra
loro, attraverso una fitta rete di connessioni invisibili ed inestricabili. il
lavoro di Fusco e degli operatori del centro diurno della asl rm/d di Fiumicino
è un esempio vero, pratico ed efficiente di intervento riabilitativo di qualità
che mette da una parte in risalto le problematiche del mondo della salute
mentale e contemporaneamente favorisce l'espressione della personalità degli
utenti, una maggiore autonomia relazionale, l'espressione delle emozioni, il
rapporto con gli altri e la partecipazione alla vita sociale attraverso il
cinema, con prospettive future reali per coloro che hanno disagi mentali. un
esempio sta nel aver fatto partecipare gli utenti attivamente come attori, come
operatori cinematografici, (dopo aver partecipato ad un corso
realizzato dallo stesso Fusco) , come autori e realizzatori delle musiche, come
autori di alcuni testi poetici che sono stati inseriti nel film, come
collaboratori di Fusco nelle modifiche del copione, fino alla scelta del titolo.
L'obiettivo quindi è non solo parlarne ma fare.
in una realtà diversa, lontana dai riflettori dei media e dalle cronache
giornalistiche, c'era chi, con modestia e senza superficiale divismo, un anno
prima, insegnava l'arte del cinema ad allievi speciali; più ricchi di fascino
interiore e desiderosi di apprendere, per "traslocare" i propri stati
d'animo, da un incolore pessimismo statico, verso la nascita di un pensiero
positivamente creativo.
Carlo Fusco, regista lucano, che attraverso lungometraggi dipinti a forti tinte
di realismo e narrazione fluida di stati d'animo, aveva ottenuto il plauso del
pubblico e della critica, ha voluto abbandonare per un attimo, sceneggiature
realistiche, calandosi in un mondo, sotto molti aspetti sconosciuto. presso il
c. s. m. dell'A. s. l di Fiumicino, Carlo Fusco, con il suo corso di
cinematografia, ha fatto conoscere ai pazienti del centro d'igiene mentale,
oltre agli strumenti tecnici usati per la produzione di un film, la necessità
di fare risalire in superficie, emozioni troppe volte lasciate sopire dentro se
stessi. la capacità di trasmettere le proprie esperienze di vita scrivendo le
sceneggiature come fossero un diario d'emozioni, è risultata la miglior terapia
integrativa ed i risultati di totale partecipazione, non si sono fatti
attendere.
una sceneggiatura scritta a più mani, ha fatto sì che singole persone dalle
variegate personalità, diventassero un'unica voce narrante.
il regista Carlo Fusco, non ha comunicato a nessuno il titolo originale di
questo film autoprodotto, perché. come lui stesso ha dichiarato, le riprese,
così come la sceneggiatura, saranno soggette alla "flessibilità"
artistica degli attori, che altro non sono, che gli stessi pazienti del c. s. m.
di questo nuovo film, non si può raccontare la trama; è un lungometraggio
contro l'indifferenza e la discriminazione d'esseri umani che viceversa, sono
portatori non di loro mali, ma dei nostri; di una società che è toppo veloce e
non concede tempo ai sentimenti, al dialogo e che molte volte, non sa rispondere
ai semplici quesiti di vita quotidiana e di conseguenza "isola" e non
aggrega.
grazie all'indispensabile intermediazione di annamaria de santis, agente di
franco nero, l'attore, ha accettato d'interpretare un ruolo nel film di Carlo
Fusco, senza pretendere alcun compenso. riconoscendo i contenuti del film,
socialmente utili, franco nero, ha messo a disposizione la propria arte,
dimostrando generosità e grande sensibilità.
il c. s. m di Fiumicino, oltre che di medici specialisti, necessita di personale
qualificato per l'assistenza e Carlo Fusco, durante il suo corso, ha goduto
dell'umana professionalità degli infermieri Paolo paolacci e Mauro Pennavaria
ed anche dell'incondizionato ed incoraggiante appoggio del dott. Loiodice e di
tutto lo staff.
la "roccia spezzata" (titolo provvisorio del film) , produzione
"b & f corporation and passion film", per i costumi si avvale
dell'esperienza di Anna donati.
avere il coraggio di affrontare delle problematiche sociali così forti e la
capacità di creare un cast realmente unico ed estremamente motivato, fanno del
regista Carlo Fusco, un "sarto" instancabile, capace di cucire, anche
gli strappi di una società troppo distratta.